3° INCONTRO INFORMATIVO PROGETTO ELITE

Serata ricca di spunti di riflessione quella andata in scena questa sera nella sala riunioni delle Pantere Nere, predisposta sulla  piattaforma Jitsi Meet.

L’incontro sul delicato tema relativo all’ approccio più corretto da parte di famiglia e Società verso i ragazzi che intraprendono il percorso di scuola calcio e Settore Giovanile, organizzato dalla nostra Associazione, è stato un successo di partecipazione e interesse.

A trattare in maniera appassionata ed esaustiva il tema, è stata la Psicologa: dott.ssa Vittoria Froiio, già responsabile dell’ area medica all’ interno dello staff del CFT Comitato Regionale Calabria.
La dottoressa Froiio ha risposto volentieri ad alcune domande utili ad illustrare le dinamiche e le difficoltà più comuni nel difficile percorso di crescita dei ragazzi.

Le parole della canzone “La leva calcistica della classe ‘68” sono state lo spunto per un proficuo dibattito tra i tecnici presenti: il Responsabile Tecnico delle Pantere Nere(Toni Rotundo) ed i responsabili tecnici del CFT(Andrea Verrengia e Massimo Costa), stimati tecnici e dirigenti federali in ambito giovanili, esempi di professionalità per tutto il territorio calabrese.

Un confronto aperto da cui è emerso che il Settore Giovanile è spesso un luogo d’attesa, dove tutti, specie i genitori con le loro alte aspettative, attendono la maturazione di un futuro campioncino. Convenendo, però, che il ragazzo deve prima diventare un futuro grande uomo.

Per questo il Settore Giovanile ideale è quello in cui i ragazzi arrivano con il sorriso ed escono con il sorriso, quello che non ci si deve mai scordare di divertirsi e di giocare, oltre a ricevere le nozioni tecniche e comportamentali.
Il Settore Giovanile ideale non imbriglia il ragazzo in un eccesso di tattica, tecnica e ossessività di schemi, ma lo lascia anche libero di esprimersi, muoversi e sperimentare, sviluppandone personalità, intelligenza e velocità di pensiero.

Si è convenuto, inoltre, che per arrivare ad un positivo percorso condiviso tra famiglie e Società bisognerebbe che entrambi stabilissero e condividessero sin dal principio gli stessi valori, con il supporto anche della scuola.

La cultura dell’attesa e non della soddisfazione istantanea, il rispetto di ambienti, società ed avversari, una certa cura nello stile di vita personale e familiare ed il concetto della responsabilità ne sono un esempio.

Il panorama dei Settori Giovanili in Italia – si è detto in chiusura – non vive un momento particolarmente felice, offre spesso purtroppo tanta improvvisazione ed incompetenza, non solo tecnica, ma anche organizzativa e strutturale in chi li gestisce. Questo vale anche nel mondo professionistico.

<span;>Bisognerebbe cercare sempre di dare il meglio ai ragazzi, ed ecco perché “mosche bianche” come quelle realtà che, anche nei dilettanti, offrono invece organizzazione e competenza, dovrebbero essere lodate.

Il fulcro deve essere l’unicità del ragazzo: una individualità da sviluppare e da mettere poi in relazione con il gruppo attraverso il gioco di squadra.