Stiamo per ripartire e la storia si ripete.

Stiamo per ripartire e la storia si ripete. Gli esperti di calcio giovanile, come ogni anno, si ritrovano davanti al punto nodale: come si ottiene la vittoria, soprattutto a 13 -14 -15 anni? Qual è il modo più veloce e più diretto per giungere al traguardo? Sviluppare un gioco con meccanismi consolidati, lavorare singolarmente sul ragazzo e globalmente sulla squadra, oppure ricorrere al fisico, al ragazzo più grosso degli altri, al sistema più redditizio nel breve termine?

Si arriva così al punto in cui si reclutano giocatori che danno 20 centimetri a compagni ed avversari, spesso prelevati per vie discutibili, che risultano dominanti e vincono le partite da soli.
Nell’età più importante per la crescita dei ragazzi non si lavora più su di loro, con i dovuti tempi e la necessaria pazienza, ma si pretende subito il bottino grosso passando per la via più breve.
Per dirlo con le parole di Horst Wein,

“Un tecnico che vince tutto con i giovani non ha lavorato per il futuro dei suoi allievi, ma per il proprio”.

E proprio quei giocatori, i più grossi, difficilmente si confermeranno ad alti livelli: usati unicamente come cavallo di troia per entrare nelle mura della città, la carne da macello per un sistema fondato sul business e sulla vittoria.

Dobbiamo ancora crescere molto… ci scusiamo per lo sfogo!